lunedì 23 ottobre 2017

Ius soli, estendere e rafforzare la mobilitazione

Pubblichiamo la lettera del caro amico Luigi Manconi impegnato insieme a tutte e tutti noi nel partecipare e promuovere la campagna per l'approvazione definitiva del provvedimento di legge sullo ius soli. Molte e molti di noi hanno partecipato allo sciopero della fame, lanciato il 3 ottobre scorso da 900 insegnanti che oggi ha riaperto la questione tanto cara a noi tutte e tutti. Ora dobbiamo estendere e rafforzare la mobilitazione. 


Cara amica, caro amico,
oggi potremmo scrivere a lettere cubitali: abbiamo vinto. Ovviamente non lo faremo, per una ragione di serietà e per una valutazione politica. Sì, è vero, il provvedimento sullo Ius soli dichiarato definitivamente archiviato per opinione unanime, è tornato prepotentemente al centro della discussione pubblica.

Leggiamo i giornali di un paio di settimane fa. Matteo Renzi: "se non ci sono i numeri non è che si possono stampare"; Angelino Alfano "lo Ius soli è una questione chiusa". Ne eravamo tutti convinti: cittadini, parlamentari commentatori politici, perfino noi stessi. Non esisteva una sola probabilità, la più esile, di approvare quella legge entro la legislatura. Poi qualcosa è cambiato. Ed è successo in pochissime ore.

Prima, una lettera-appello firmata da Gianfranco Bettin, Ginevra Bompiani, Furio Colombo, Goffredo Fofi e Carlo Ginzburg. Quindi, il 3 ottobre scorso (giornata nazionale in ricordo delle vittime dell'immigrazione) oltre 900 insegnanti hanno digiunato per un giorno, spiegando ai loro alunni, all'interno delle classi, che lo facevano per sostenere l'approvazione della legge sullo Ius soli.


Un piccolo episodio motivato con la più ragionevole delle ragioni ("questa legge riguarda soprattutto noi, insegnanti e alunni di una scuola dove tutti devono essere uguali"), rimasto sconosciuto ai più. E tuttavia da lì è partito uno sciopero della fame a staffetta, promosso da un pugno di parlamentari che in pochi giorni è stato capace di cambiare l'agenda politica e riportare lo Ius soli al centro del dibattito e del calendario parlamentare.

Sabato 14, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha affermato: "l'impegno del governo e mio personale è di poter aggiungere il diritto alla cittadinanza per quei bambini che frequentano la nostra scuola, vivono nei nostri quartieri e giocano nelle nostre squadre di calcio, ma che sono nati da genitori stranieri. Stiamo lavorando per approvare la legge entro questa legislatura". Ecco, questa è stata la nostra piccola vittoria. Ma, come si diceva per serietà e per valutazione politica, deve essere chiaro che siamo ancora lontanissimi dal successo.

A partire dal 5 ottobre, lo sciopero è andato avanti per 15 giorni e hanno aderito oltre 1400 persone e ai primi tre parlamentari se ne sono aggiunti nel tempo oltre cento. E cittadini di tutti gli orientamenti culturali e di tutte le condizioni sociali.

Dunque questo è il momento in cui risparmiare le forze per investirle più proficuamente in quel periodo in cui si giocherà davvero il destino della legge. Dal giorno 30 ottobre sospenderemo lo sciopero della fame a staffetta per rilanciare l'iniziativa con ancora maggiore forza nel corso del periodo che risulterà decisivo per l'approvazione della legge, appunto quello degli ultimi dieci giorni di novembre.

Chiediamo a tutti voi di farci arrivare suggerimenti e proposte su come estendere e rafforzare questa mobilitazione e di farvi promotori delle iniziative possibili nei vari ambienti sociali in cui lavorate e vivete, e di coinvolgere quante più persone possibile: nelle scuole e nelle università, nei consigli comunali e in quelli regionali, nelle organizzazioni sindacali e politiche, nelle più diverse reti associative.


Buon lavoro e un caro saluto, Luigi Manconi

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